Diciotto minuti per dimostrare chi sei: questo il tempo che è stato concesso a 4 artisti di ogni ‘set’ sul palco delle Officine Ufo, domenica 22 gennaio. Per la prima a volta a Casamassima, il movimento culturale “Jamming Culture” ha organizzato una jam session, che significa “insieme in concerto”: un incontro di improvvisazione e sperimentazione interdisciplinare, con lo scopo di provare nuovi accordi e stimoli musicali attraverso il confronto.
Come ci ha spiegato Gianluca Scagliarini che, insieme a Dario Nitti ha curato la direzione artistica di questo evento, la Jam Session non è uno spettacolo diretto al pubblico, bensì una “prova tecnica, uno sforzo all’integrazione nel rispetto del palco”.
Lo stile caratteristico delle jam session è stato mantenuto anche questa volta: la serata è stata pubblicizzata attraverso internet e il passaparola, ha coinvolto una ventina di artisti di vario genere ed è stata pressoché priva di pubblico
All’iniziativa hanno partecipato musicisti, poeti, giocolieri, pittori, rapper che non si erano mai esibiti insieme. A loro sono state date poche e semplici regole: 5 minuti tutti insieme sul palco per poi lasciare ai vari set (gruppo predefinito costituito da 3- 4 elementi) la possibilità di avvicendarsi per un tempo prestabilito, il tutto ripreso da un videomaker che in tempo reale proiettava l’esibizione alle spalle degli artisti.
Il primo genere musicale che ha beneficiato delle jam session è stato il jazz negli anni ’20, poi negli anni 40-50 anche il rock si è cimentato in vere e proprie competizioni tra strumentisti alla chiusura dei locali. Da questi incontri è nato ad esempio il bonus CD dell’ultima versione dell’album ‘Layla’ di Eric Clapton, che include una serie di registrazioni in jam session fra Clapton, i membri della sua band e altri musicisti.
Partecipare ad una jam session non è solo un’esperienza emozionante ed innovativa, come ci hanno testimoniato alcuni presenti, ma è anche un’occasione per gli artisti capace di far nascere delle collaborazioni.
La direzione artistica dell’evento ci ha confermato che la Jamming Culture continuerà ad essere presente ogni martedì sera a Bari presso la Taverna del Maltese ed altre iniziative simili saranno realizzate prossimamente nell’hinterland barese. A voi farvi inserire in un jam set.
Rita Petrera