Casamassima esporta buone pratiche e per un giorno sale in cattedra all’Università. Il merito è del progetto ‘Locus’, realizzato dal consorzio fra cooperative sociali ‘Elpendù’, ‘L’Obiettivo’, Comune di Casamassima e Università degli Studi di Bari. In Ateneo, nella sala ‘Stifano’, il progetto verrà presentato pubblicamente venerdì 10 giugno, dalle ore 10.
‘Locus’ è un secondo step di un altro progetto realizzato due anni fa nel nostro Comune: si chiamava ‘Bioedil’ e ha consentito a un gruppo di ragazzi svantaggiati tra i 18 e i 21 anni di acquisire competenze lavorative. Ora si tratta di fare un passo in più. Abbiamo chiesto di spiegare quale a Paolo Tanese, presidente della cooperativa sociale ‘Elpendù’. “Cinque di quei ragazzi cominciano una sperimentazione nel mondo lavorativo. Sono stati formati – ci spiega – ed ora per sei mesi saranno messi all’opera. In quello stesso periodo confronteremo quanto succede in Francia e Portogallo, dove si condurranno altre due sperimentazioni su progetti simili. Abbiamo svolto indagini di mercato e verificato quali sono le richieste di lavoro bio-compatibile. Le opportunità ci sono”. Nello specifico, i ragazzi si occupano della manutenzione delle aree verdi utilizzando le tecniche studiate durante il percorso ‘Bioedil’. E lo fanno, sia a Casamassima che a Bari, già da un paio di settimane.
“Questi ragazzi – spiega ancora Tanese – stanno dimostrando che non sono più dei ‘senza mestiere’. Per loro adesso si può ipotizzare un lavoro stabile. Hanno imparato a conoscere le piante presenti nei giardinetti urbani e a trattarle. Stanno mettendo in pratica tecniche naturali”. E stanno anche provando a dimostrare come – insegnate delle competenze – anche i meno fortunati possono avere chances nel mondo del lavoro. Passati questi sei mesi – ci si augura – per loro si potrebbero aprire concrete possibilità. Dipenderà dalla nuova amministrazione capire se potranno continuare a lavorare qui nella nostra cittadina.
Quanto costerebbe declinare la manutenzione delle aree verdi in chiave bio? “La passata amministrazione ha risparmiato circa 120 mila euro durante i 7 – 8 mesi di lezione e applicazione del progetto ‘Bio-edil’”, ha aggiunto Tanese, precisando che il tutto era svolto sotto la guida di un agronomo. Evidenti, inoltre, i benefici di pratiche che non prevedono pesticidi in zone frequentate da bambini.
Venerdì, all’Università, si discuterà della sperimentazione nei tre Paesi europei. Docenti universitari, esperti e amministratori faranno confronti tra le tre diverse realtà. E si discuterà di come si possa creare lavoro – anche per le nuove fasce di povertà – puntando sul verde e su un’economia più rispettosa dell’ambiente. Cominciando da Casamassima.
R. C.