Aspettare. Ancora. A dispetto di quanto dichiarato qualche mese fa, i lavori per l’ultimazione della Casa della Salute subiscono un ulteriore slittamento. Si parla adesso di fine anno. Per sensibilizzare l’opinione pubblica e richiamare l’attenzione su quest’opera incompiuta, lo Spi Cgil ieri ha organizzato un convegno. A margine, abbiamo chiesto ad Antonio Infantino, tra i più ostinati sostenitori del progetto tra i medici di medicina generale nostrani, di aggiornarci sulle novità. Scoprendo che i problemi per la Casa della Salute potrebbero non risolversi con il completamento dei lavori. “Qualcosa si sta finalmente muovendo. Il 25 maggio è stato pubblicato – ci dice Infantino – l’avviso di aggiudicazione della gara d’appalto per il completamento dei lavori. A giorni si potrebbe aprire il cantiere. Ci sarebbero poi sei mesi di tempo per ultimarli e per organizzare il trasferimento dei medici di medicina generale. Sembrerebbe, però, che manchino i fondi per completare la forma associativa dei medici nel Centro Polifunzionale territoriale, con ampliamento dei servizi e degli orari di apertura al pubblico. Si passerebbe dalle 10 ore garantite ad oggi dal super gruppo esistente (lo studio medico associato su corso garibaldi, Ndr) alle 12″. Mancherebbero, in pratica, i fondi per remunerare questo surplus di ore. La cifra di cui si parla, aggiunge Infantino, potrebbe aggirarsi sui 2 – 300 mila euro all’anno. “La Puglia sta già facendo salti mortali per rientare dallo sforamento del patto di stabilità. Per questo il timore è lecito”, conclude Infantino.
All’assessore regionale alla Sanità, Tommaso Fiore, abbiamo chiesto un commento su questo ulteriore problema. Più in generale, ci ha parlato della volontà di pilotare verso centri come questo “ulteriori finanziamenti per attrezzarli. Ma soprattutto, stiamo cercando di chiudere un accordo con la specialistica ambulatoriale perchè sia il medico specialista ad andare presso lo studio associato e tagliare il percorso clinico del paziente (evitando così gli spostamenti da un dottore all’altro per richieste, prenotazioni, eccetera, Ndr). Si concentrerebbero verso questi centri risorse e attrezzatura per una seria lotta agli ospedali, che mantenga all’interno dei circuiti territoriali i pazienti che non hanno bisogno di ricovero”. Magari incentivando la pianificazione delle prestazioni, per evitare visite specialistiche inutili e abbattere le liste d’attesa.
Al convegno erano presenti anche il segretario provinciale Spi Cgil, Antonio Scanni, il direttore generale dell’Asl Bari, Nicola Pansini, Azmi Jarjawi, segretario Cgil amp Bari e Vito Vacchiano, Cgil Casamassima.
R.C.