Provinciali, 3 candidati casamassimesi. E non finisce qui…
Apr 17th, 2009 by adminima
Nell’ultimo numero di Minima (ricevi copia in pdf iscrivendoti alla nostra mailing-list), abbiamo presentato il terzo, in ordine di tempo, candidato casamassimese alle prossime elezioni Provinciali: Angelo D’Amore, candidato per l’Italia dei Valori.
La candiatura di D’Amore arriva dopo quelle, già presentate da Minima, di Andrea Palmieri (Partito Democratico) e Giuseppe Cristantielli (Verdi).
E’ curioso notare come tutte e tre le candidature siano maturate in area “centrosinistra”. E il centrodestra? Fonti non ancora ufficiali accreditano altri due nostri concittadini quali candidati nelle fila del centrodestra.
La battaglia elettorale, dunque, si appresta ad essere “fratricida”, nella speranza che tra i tanti litiganti non sia qualcun altro a “godere”!
E tu cosa pensi di questo proliferare di candidature casamassimesi alle prossime elezioni Provinciali?
Lascia il tuo pensiero nei commenti!
P.S. Riceviamo e volentieri pubblichiamo una precisazione del dott. D’Amore circa l’articolo pubblicato sul ns. numero 7 del 11 aprile 2009:
“Mi corre l’obbligo di fare alcune dovute precisazioni al fine di non fornire al lettore alcuna notizia forviante, anche perché ritengo che l’uomo vada apprezzato non solo per i titoli ma, soprattutto, per quello che è e per quello che ha dimostrato di essere (vecchio adagio: “Più che sembrare è importante essere”).
Passo alle dovute piccole precisazioni che, peraltro, non cambiano il mio quadro professionale (mi riferisco al nr.7 del giornale dell’11 aprile 2009):
- “sono un Ufficiale superiore dell’Esercito ( Ten. Colonnello);
- ho prestato parte del mio servizio nell’Arma del Carabinieri in qualità di
Amministratore presso la Scuola Carabinieri di BENEVENTO, Comando responsabile anche delle Scuole di CHIETI e di Reggio Calabria;
- attualmente presto servizio presso il Comando Militare esercito “Puglia” di BARI, che è un Ente dell’Esercito.
Puntualizzo che ho lasciato l’ARMA “a domanda” pur non avendo ottenuto il “nulla osta” dal mio allora Comandante che, ritenendomi uno dei suoi migliori Ufficiali, si rifiutò sempre di lasciarmi ritornare nell’Esercito.”
